Tommaso Giani: con la ‘classe pirata’ in carcere vince l’Atlante Italian Teacher Award

Tommaso Giani è un diacono della chiesa di san Miniato (FI) ed insegna religione cattolica all’istituto professionale e ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono la sua grande passione per i giovani e l’educazione. Ha visto da subito che gli studenti del professionale avevano bisogno di una didattica alternativa, diversa dalla solita lezione frontale e così ha iniziato a sperimentare e proporre delle lezioni più cionvolgenti. Pochi alunni ma molto motivati. Ha sempre cercato di partire e ritornare alla realtà, offrendo una lettura cristiana del mondo e degli avvenimenti. E’ convinto che bisognerebbe ridiscutere l’attuale assetto giuridico dell’insegnamento e dell’identità dell’insegnante di religione in quanto i tempi sono cambiati e la società e la scuola italiane sono profondamente diverse da quelle del 1929 e del 1984 (anno della firma dei Patti Lateranensi e del loro Rinnovo). Ha cercato di coinvolgere i suoi alunni anche nel pomeriggio, in quanto l’istituzione scolastica è rigida e non è facile attuare interventi educativi troppo diversi dallo standard. Così nel 2023 si è inventato la ‘classe pirata’ cioè ha chiesto ad alunni del professionale e del liceo di andare due volte alla settimana nel carcere circondariale di Pisa e incontrare i detenuti per conoscere, raccontare e dialogare. Ogni volta si è scelto un tema generale (esempio: la famiglia, il maestro preferito, l’infanzia, ecc) e prima gli studenti e poi i carcerati a partire dal loro racconto intavolavano un confronto. E’ stata un’esperienza molto forte e coinvolgente. Una proposta di ampia prospettiva che ha interessato diverse abilità e competenze. Questo progetto gli è valso il premio Atlante Italian Teacher Award nel 2023.

Da Settembre 2024 ha poi deciso di prendersi un anno di riposo dalla scuola per dedicarsi pienamente all’educazione fuori dalla rigidità della scuola, così recuperando il suo amore per lo sport ha stabilito delle collaborazioni con dieci società sportive di calcio. Ad ognuna ha proposto di fare un’esperienza ‘forte’ da far fare agli atleti (tutti compresi fra i 16 e i 19 anni di età): chi in carcere, chi in una casa di risposo, chi in un centro di accoglienza, chi in un centro per minori, così da offrire contesti informali per lavorare sulle emozioni, sulla relazione, sulla responsabilità, sulla cittadinanza attiva. Tommaso si trova molto bene in questo contesto più libero, più ‘di strada’ per poter lavorare meglio con i ragazzi.


Scopri di più da Scuolanews

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento