
La professoressa fin da piccola ha desiderato fare l’insegnante: durante la scuola elementare voleva fare la maestra, alle medie e alle superiori la professoressa di italiano; invece non ha mai pensato di passare all’università perché l’aspetto che ritiene più importante è la relazione con gli studenti, duratura e continua. Ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono che prima di entrare nella scuola ha fatto anche altre esperienze lavorative, come quella di autrice di testi per la RAI, ma, contestualmente, ha sempre desiderato di entrare in maniera definitiva nelle istituzioni scolastiche, accettando perciò supplenze in diverse scuole.
È arrivata al liceo romano Giulio Cesare sapendo quale storia, tradizione e peso esso porti in sé, avendo 90 anni di vita e avendo visto passare tra le sue aule parecchi alunni e alunne famosi nella storia artistica e letteraria italiana. Il senso di appartenenza, caratterizzante la forte identità del liceo capitolino, è molto forte tra gli studenti: soprattutto è molto intensa, partecipata e coinvolgente la partecipazione alla vita studentesca e all’organizzazione e gestione degli spazi dedicati alla didattica degli studenti.
Ci sono tantissimi progetti cui la comunità studentesca aderisce con un’altissima partecipazione, fornendo il contesto ideale per crescere non solo nell’apprendimento delle discipline, ma anche nelle altre competenze chiave dell’età moderna. In particolare segnala l’organizzazione delle elezioni dei rappresentanti di istituto e la settimana dello studente, quando gli studenti stessi sono i protagonisti nell’organizzare la campagna “elettorale” per le elezioni e poi nella gestione delle assemblee di istituto, che costituiscono delle vere opportunità di formazione, confronto e didattica alternativa, con la presenza di esperti e ospiti esterni. Ci sono anche altre occasioni per crescere, come l’esperienza internazionale con i progetti Erasmus, la famosa Notte dei licei classici e il giornalino d’istituto. Tanti momenti vissuti con responsabilità e impegno da parte di tutti gli studenti accompagnati dai docenti.
Francesca Vennarucci è così appassionata alla letteratura italiana e straniera che gestisce anche un blog, che prende spunto nel titolo da una famosa poesia di Saba, Le rose e l’abisso, dove pubblica suoi articoli, riflessioni e materiale didattico di vario livello, essendo da tempo anche membro dell’Associazione degli Italianistici- Sezione didattica.
Cura con impegno e amore la relazione con gli studenti e le studentesse, perché le piace lavorare con persone che sono in crescita, con adolescenti proiettati verso il futuro. Da un po’ di anni nota una certa fragilità e ansia in questi giovanissimi, dovute ad un avvenire incerto, ad un contesto complicato e conflittuale, ma anche per questo, per cercare di dare il suo contributo, si “butta” ancora più convintamente nella didattica e nel servizio a scuola, fiduciosa nel potere della relazione e nel valore insostituibile dell’ora di lezione.
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