Paolo Mazzoli: fisico, maestro, dirigente, direttore generale INVALSI

Paolo Mazzoli

Il professore Paolo Mazzoli ha fatto un’ampia e lunga esperienza nel sistema scolastico. Come ha raccontato al podcast Insegnante al microfono ha studiato fisica e cominciato ad insegnare in una scuola superiore della provincia di Roma, poi ha capito che la sua grande passione per la fisica voleva insegnarla ai più piccoli per poter dare fin da subito una prospettiva e un metodo di pensiero, di studio e di sviluppo. Si è chiesto perchè già alla scuola media generalmente gli studenti e studentesse ‘chiudono la mente’ alla matematica e alla fisica. Si è interrogato e così insieme ad un gruppo di altri docenti e professori universitari ha cercato un metodo alternativo. Ha compreso che è fondamentale focalizzarsi sui nuceli centrali del sapere, non serve insegnare e sapere tutto. Occorre imparare un metodo e far apprendere i temi centrali delle discipline. Anche oggi il rischio è di trasmettere troppe informazioni. Servono discussione, confronto, collaborazione tra insegnanti.

Dopo l’esperienza come maestro, ha voluto intraprendere, tramite concorso, il ruolo di dirigente scolastico per vedere se e come è possibile cambiare, migliorare, modificare le pratiche della scuola. E ha scoperto che il dirigente ha diversi strumenti per intervenire. Non ha mai detto ad un insegnante “non si può!” ma piuttosto “vediamo quale alternativa possiamo trovare per raggiungere lo stesso obiettivo”, perchè è convinto che il preside o oggi il dirigente scolastico debbano valorizzare le proprie risorse umane, docenti e discenti.

Poi nel 2011 ha avuto un’altra occasione per cercare di capire e migliorare non una singola classe, o una singola scuola ma l’intero sistema scolastico: così ha vinto il concorso per direttore generale dell’INVALSI. Anche quella è stata una bellissima esperienza che gli ha fatto capire molto della scuola e ha cercato con impegno e passione di introdurre cambiamenti migliorativi. Ha lavorato soprattutto per aggiornare le Linee guida nazionali e il tema della valutazione.

La scuola italiana ha il grande merito di essere inclusiva, accogliente con tutti e universale, dando a ciascuno l’opportunità di istruirsi. Di contro un aspetto che dovrebbe essere migliorato, soprattutto nella scuola secondaria di primo e secondo grado, il tempo, le ore di programmazione tra docenti, così come fanno alla scuola primaria. Occorre collaborare molto di più per arricchirsi e percorrere sentieri didattici nuovi.


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