Mariapia Veladiano: il romanzo d’esordio La vita accanto, l’insegnamento e la scelta come dirigente scolastico

foto di Sonia Gastaldi

Ha scelto di fare l’insegnante quando era ancora possibile farlo nella questione del merito, non come seconda scelta o ripiego, come più spesso accade oggi. Ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono, di aver cercato un lavoro che potesse concretizzare la sua idea di mondo, di società giusta, attraverso il quale poter fare la differenza con le persone, con una visione del futuro. Per questo l’insegnante era la scelta giusta. Ha studiato Teologia e Filosofia ma ha sempre insegnato Lettere. Inizialmente ha lavorato in diverse scuola della provincia di Vicenza per poi stabilizzarsi per venticinque anno all’istituto professionale “Remondini” di Bassano del Grappa.

Ha scelto proprio questo tipo di scuola perché ha capito che lì avrebbe potuto realizzare progetti che forse avrebbero cambiato la percezione della scuola negli studenti. Il professionale è un tipo di scuola dove spesso si arriva dopo fallimenti in altre scuole, per fragilità motivazionale o per non chiarezza di orientamento o per scarso interesse per la cultura e lo studio. Lei ha potuto provare a fare tantissimi progetti e attività di letteratura e di cultura con questi alunni, sia per la sua grande passione e convinzione che leggere e scrivere è fondamentale per tanti aspetti della vita personale e professionale, sia grazie a un preside, il prof. Rosario Drago, molto illuminato, innovativo e collaborativo con i suoi docenti.

Ha portato avanti il progetto sperimentale del Ministero, denominato “Progetto 92”, che consisteva in quattro ore aggiuntive per il biennio del professionale di materie umanistiche, per rafforzare la capacità e le competenze di lettura, scrittura, lingua straniera. Un’iniziativa che ha permesso di raggiungere livelli molto alti e positivi negli alunni. Un altro importante progetto che la prof.sa Veladiano ha seguito e rafforzato è stato quello della biblioteca scolastica, voluta dal preside Drago. Contava ventimila volumi e in alcuni anni felici faceva un numero di prestiti più alto di quello della sezione ragazzi della biblioteca civica di Bassano. È convinta che la lettura e la scrittura siano davvero essenziali per ogni cittadino, non solo per studenti o letterati. Capire e gestire la lingua, sia orale che scritta, sono competenze vitali per una crescita umana e professionale, come dimostrano anche gli studi scientifici.

Ha lavorato per avere una biblioteca nella scuola che fosse ampia per tipologia e numero di libri, ma anche bella, comoda, accattivante per gli studenti. Nelle sue classi il prestito era sempre consentito. Al Remondini veniva organizzata ogni anno la Settimana del libro durante la quale le classi partecipavano alla presentazione dei libri letti dagli alunni. Vi era un gruppo di docenti e di personale Ata molto preparato, appassionato e creativo, fra le diverse iniziative per favorire la passioneper la lettura c’erano concorsi, quiz, gruppi lettura. La biblioteca secondo Veladiano, diventa presto il cuore della scuola: è un luogo di decompressione, di relax, di studio, di silenzio, di incontro. Poi ha capito che per fare la differenza doveva provare a fare la preside, così ha vinto il concorso a Rovereto, TN, e poi è passata al Boscardin di Vicenza. Anche qui ha cercato di porre in essere attività, strategie, progetti che fossero davvero differenti per l’inclusione, la rete col territorio, la crescita umana e culturale degli alunni e alunne.

Infine ha percorso la strada della scrittrice, dal momento che ha sempre amato leggere e scrivere, così è arrivato il primo romanzo “La vita accanto” nel 2011 con il quale ha vinto premi e dal quale è stato tratto il film omonimo con il regista Marco Tullio Giordana, del 2024. La scrittura è stato l’esito naturale della sua passione per la lettura, e così ha dato

espressione alle sue emozioni, ai suoi ideali, alle sue esperienze, pubblicando diversi romanzi, fino all’ultimo uscito a fine 2025 dal titolo “Dio della polvere”, dove racconta e analizza il dramma della pedofilia nella Chiesa.

Se potesse dare un consiglio al ministro dell’istruzione sarebbe di non fare altre riforme, ce ne sono state tante e basterebbe valorizzare le molte realtà che ci sono in tante scuole del nostro Paese.


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