Annamaria Gualtieri: docente formatore INDIRE per la valutazione della scuola

La maestra Annamaria Gualtieri insegna da molti anni nella scuola primaria e ha acquisito un’ampia e profonda esperienza didattica. Insegna presso l’I.C. Fara Filiorum Petri, in provincia di Chieti, una scuola diffusa su sei Comuni di cui tre di montagna. Per questo dal 2017 aderisce al movimento delle piccole scuole di INDIRE. Ha raccontato ad Insegnanti al microfono come la sua trentennale esperienza di insegnante è cambiata; come la offerta formativa della scuola si è ampliata e modernizzata; come le famiglie sono sempre più partecipi e attente alla vita scolastica.

La maestra Annamaria fa parte anche del team digitale, del team delle certificazioni di inglese ed informatica e segue le attività della scuola su etwinning.

Gli eventi della pandemia hanno spinto la scuola a introdurre e sostenere la tecnologia e gli insegnanti ne hanno approfittato per innovare la didattica, per cui anche la maestra Annamaria usa il PC e il digitale per spiegare, leggere, disegnare, costruire, verificare. Uno degli aspetti importanti per lei è la lettura, che deve essere multisensoriale, cioè coinvolgere più sensi possibile, perchè aiuta a decifrare meglio il contenuto del libro ma anche del lettore stesso. Per questo chiede che anche le famiglie abituino, invoglino i figli a leggere, portandoli in biblioteca e anche nelle libreria. Ha realizzato anche il giornalino scolastico per stimolare la scrittura e raccogliere le storie, i vissuti, i proverbi della gente del territorio.

Un’ulteriore ricchezza per la maestra Annamaria e le scuole dell’Abruzzo è la sua nomina a docente formatore INDIRE nella nuova valutazione della scuola primaria. Questa opportunità le permetterà di rafforzare la rete di altri colleghi delle altre regioni e di offrire agli insegnanti della sua regione la formazione necessaria per migliorare questa nuova metodologia di valutazione.

Alla domanda cosa pensa della scuola italiana, la maestra Annamaria ha risposto che l’aspetto più bello è il fatto che cambia continuamente, cioè non puoi considerare mai uguali gli studenti e le classi, per cui non puoi semplicemente ripetere pedissequamente le stesse cose negli anni, occorre saper cambiare, ricercare e adattare agli studenti che hai in quell’anno e in quel momento. D’altro canto, invece, ritiene che nella scuola italiana ci siano troppe differenze nelle strutture, nella strumentazione, nelle opportunità. Purtroppo troppo spesso in Italia bisogna essere fortunati a vivere in un contesto con una scuola con tutte le opportunità per fare davvero un proficuo lavoro didattico.

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