Maria Sorrentino: matematica e scienze con Minecraft e il gioco

La prof.ssa Maria Sorrentino insegna da tanti anni Matematica e Scienze all’IC Boscotrecase nella provincia di Napoli. Ai piedi del Vesuvio ed in un contesto sociale ed economico difficile, ha raccontato ad Insegnanti al microfono il suo approccio ludico, partecipato ed attivo alle scienze ed in particolare alla matematica. Questo contesto le ha dato l’opportunità di approcciarsi in modo diverso, innovativo, accattivante, dovendo interagire con studenti e studentesse poco motivati e sostegno nella vita sociale e familiare, per cui fino alla scuola media spesso l’insegnante è un importante punto di riferimento.

Ha cercato strategie nuove e agli inizi del 2000 ha aderito al progetto le m@t.abel di Indire, che “avvalendosi della collaborazione di esperti disciplinari, fornisce gli strumenti per avvicinare gli studenti alla Matematica in maniera coinvolgente e “concreta”, proponendo attività che facilitano la comprensione della stretta relazione fra astrazione teorica ed eventi della vita quotidiana”.

Ha collaborato alle prove INVALSI ed è fermamente convinta di poter e dover aiutare i docenti ad insegnare la matematica in modo ludico, cioè usando materiale cartaceo, il digitale e modalità collaborative. Tutte strategie altamente inclusive, anche per coloro che hanno bisogni educativi speciali.

L’insegnante si deve mettere in gioco. Nelle sue lezioni i ragazzi non stanno mai fermi al proprio posto in quanto si spostano e parlano per lavorare insieme e la “confusione” nasce perchè devono organizzarsi e produrre il risultato matematico. Anche con le materie cosiddette STEM i suoi ragazzi diventavano protagonisti dell’evento e delle attività, all’interno della scuola: progettando le attività, organizzandole e pianificando ruoli, tempi, spazi. Compiti di realtà in matematica realizzata da tempo. Così come l’approccio del coding, oggi ormai diffuso e conosciuto

Un altro progetto molto utilizzato e apprezzato dagli studenti è quello legato a Minecraft Education, un mondo non solo di gioco ma opportunità di imparare, collaborare e crescere. Gli studenti hanno anche capito la differenza tra il gioco in sè e il gioco utilizzzato per imparare.

La prof.sa Sorrentino ha aderito anche ad un progetto Erasmus+ K3 per vivere la matematica col gioco attraverso il Metaverse. Ha collaborato anche al PNSD ed ha il certificato di Microsoft educator, per cui possiede notevoli strumenti didattici applicabili sia alle capacità intellettive sia tecnologiche ed economiche degli studenti, sceglliendo quini lo strumento adatto per quella calsse e per quello studente. E tanto materiale provato e testato nel campo lo si trova nel repository dell’Indire.

La scuola italiana ha tante risorse nei docenti che hanno molta passione, impegno e dedizione all’insegnamento. Nello stesso tempo mancano le infrastrutture, le tecnologie che potrebbero aiutare moltissimo docenti e studenti.

Maria Rosaria Grasso: scuola Ashoka, etwinning e innovazione d’avanguardia

La prof.ssa Maria Rosaria Grasso, insegnante di lettere presso l’IC s. Giorgio di Mantova, ha spiegato ad Insegnanti al microfono, la sua esperienza all’interno di una scuola che fa parte della rete delle scuole Ashoka, la rete delle scuole changemaker, sviluppa la creatività, l’empatia e l’emotività, l’imprenditorialità. Ci sono aule feng shui, progetti europei, scambi internazionali, ma anche un utilizzo della tecnologia e degli spazi funzionale ad una didattica più efficace. In psrticolare “il Feng Shui significa letteralmente “Vento e Acqua”. Nell’immaginario simbolico cinese sono questi i due elementi fondamentali che veicolano l’energia sulla terra; l’Acqua rappresenta la quiete e il riposo, mentre il vento è associato all’energia e al movimento. un luogo dove i ragazzi crescono apprendendo deve essere energeticamente stimolante. L’uso del colore secondo la teoria dei 5 elementi, acqua, legno, fuoco, terra e metallo, il rispetto, nell’uso del colore, delle direzioni magnetiche ed anche il posizionamento dello stesso secondo il modello dei quattro animali hanno migliorato la qualità energetica dell’aula, dando ad essa un aspetto più caldo ed accogliente. un luogo innovativo dove vengono sperimentati percorsi di apprendimento con l’utilizzo di tablet, computer, schermo interattivo e ambiente virtuale di apprendimento.
Non solo il registro elettronico, ormai da anni attivo a scuola, che consente di comunicare in tempo reale con le famiglie, non solo le lavagne interattive in ogni aula, non solo computer e tablet. Anche i banchi sono stati ridisegnati e rimodellati per consentire una didattica modulare basata sul cooperative learning.
Ci sono i libri digitali su tablet per ridurre il peso degli zaini, eliminando così la preoccupazione che la postura della colonna vertebrale venga alterata dal peso eccessivo. Le tecnologie in classe richiedono soprattutto un nuovo modo di fare scuola, la lezione frontale lascia spazio a metodologie più consone per un maggior coinvolgimento attivo degli alunni.“.

La sua scuola è stata tra le prime ad essere stata scelta, in quanto il meccanismo è una sorta di selezione su ‘nomination’ tra le scuole, che segnalano quelle più innovative e d’avanguardia, per cui viene riconosciuta la scuola con maggiori segnalazioni. Vuole essere quindi un processo di selezione di merito. La rete offre una grande opportunità di informazioni, scambi e confronti.

La stessa ricchezza di esperienze la vive ancora oggi attraverso la piattaforma etwinning. Una possibilità di conoscere e confrontarsi con altre scuole europee. Ha da poco concluso un progetto con una scuola greca, che ha permesso sia ai docenti che agli studenti di incontrarsi portando ognuno la ricchezza della propria diversità e peculiarità.

La scelta di partecipare ai percorsi sia di formazione che di gemellaggio su etwinning è sempre ben accolta da studenti, famiglie e anche dal corpo docente.

La scuola italiana ha negli insegnanti la sua più grande risorsa, tanti docenti che anche in silenzio e senza troppo guardare al tempo, si impegnano per una scuola che sia davvero educativa e stimolante.

La burocrazie, purtroppo, è la parte più faticosa e pesante. A volte toglie troppo tempo alla parte didattica e pedagogica.

Cristiana Pivetta, lingua italiana e didattica innovativa con EdMondo-Indire

Cristiana Pivetta è Formatrice e Docente di Materie Letterarie presso I.T.C.G. Giovanni Maria Angioy a Carbonia in Sardegna. L’ho incontrata su Insegnanti al microfono e ho scoperto tante attività e strumenti innovativi per la scuola. Oltre ad essere insegnante è anche autrice di innumerevoli articoli presenti in rete sull’apprendimento innovativo e ha pubblicato a ottobre 2018 il libro “In viaggio intorno al mondo” in cui racconta le esperienze virtuali e didattiche condivise con classi di tutto il mondo.

Fa parte del gruppo di lavoro dell’Innovative Design, un progetto di ricerca-azione curato dall’ANP.

Il suo approccio all’uso della tecnologia è semplice: prima il buon senso, gli obiettivi didattici e le competenze, poi l’uso dei diversi strumenti in chiave strategica e fortemente guidato da un’attenta applicazione della corretta metodologia.

Il suo approccio didattico, attuato attraverso diversi strumenti e metodi, è quello di mettere al centro lo studente in quanto risorsa e non contenitore, anche come ambiente classe. Infatti nelle sue classi non c’è la cattedra, e la disposizione dei banchi è differente dal solito impianto frontale.

L’impianto è di affidare a loro dei lavori da compiere a casa in autonomia e poi da riportare e condividere con tutti gli altri. La prof. sa Pivetta cerca di progettare con loro la strada, il percorso da fare dando fiducia, autonomia e supporto. E questo approccio così nuovo e diverso dal solito ha bisogno di tempo , sia con i colleghi che con gli studenti, che raramente sono abiutati ad essere protagonisti. Sono loro che devono essere ‘attori’, e lavorano per obiettivi e tempistica precisi e chiari.

EdMondo è una delle piattaforme più utili per mettere in pratica questo approccio attivo e molto partecipativo: un mondo virtuale da costruire secondo criteri e tempi ben precisi, assegnati dal docente.

La valutazione è diversa da quella tradizionale in quanto viene sottolineato e attenzionato soprattutto il percorso, la modalità di collaborazione e di raggiungere il traguardo.

Questo impianto didattico necessita una certa delicatezza e gradualità nell’essere applicato sia con gli studenti che con la scuola, anche se la pandemia ha di fatto richiesto a tutti i docenti uno sforzo di innovazione e di maggiore apertura e utilizzo della tecnologia.

Un ultimo esempio di questo suo impegno di successo è il terzo posto della finale provinciale del Premio Scuola Digitale, ottenuto con la classe 1B grafica, col quale il Ministero dell’Istruzione intende promuovere l’eccellenza e il valore delle scuole italiane nell’apprendimento e nell’insegnamento, incentivando l’utilizzo delle tecnologie digitali nel curricolo, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale per la Scuola Digitale. I ragazzi si sono aggiudicati una bella stampante 3D. A seguire due immagini dell’evento:

Appassionata di scrittura creativa cura un blog www.fantascrivendo.com nel quale raccoglie i contributi realizzati insieme agli alunni durante lo svolgimento delle attività didattiche.

Ritiene che la scuola italiana abbia un corpo docenti molto competente e appassionato al suo lavoro, d’altro canto dovrebbe avere maggiore flessibilità di organizzazione.

Nicoletta Vitali: le avanguardie educative e il podcasting all’IC “E. Donadoni”

Ascoltare la prof.sa Nicoletta Vitali nel mio podcast Insegnanti al microfono, significa allargare lo sguardo alle piccole realtà scolastiche che si trovano in località periferiche e a volte difficilmente raggiungibili. Spesso anche caratterizzate da contesti infrastrutturali poveri, contesti socio-economici e culturali in difficoltà, per cui la passione e l’impegno per la istruzione, formazione scolastica dei bambini e dei ragazzi richiede impegno, ingegno e passione. Così l’abbiamo incontrata come Dirigente Scolastica dell IC “E. Donadoni” di Sarnico (BG) , un’area tra il lago d’Iseo e la montagna. Una scuola con 7 plessi disseminati su cinque piccoli comuni. Ha un’esperienza di oltre vent’anni nella scuola, prima come insegnante di matematica e scienze e poi come Dirigente Scolastica, e un’attività di articolista per il portale Agenda digitale. Due sue scuole primarie sono parte del progetto “avanguardie educative” dell’agenzia Indire: scuole pluriclasse, dove fortissima è la metodologia del peer to peer, che comporta la necessità e l’impegno soprattutto di semplificare i contenuti per i più piccoli, l’importanza dell’educazione tra pari, della ricchezza di essere in rete.

Nella sua precedente esperienza di DS nella città di Bergamo ha contribuito con insegnanti competenti e appassionati e soprattutto bambini della scuola primaria vivaci, entusiasti e curiosi a creare dei video sulle mura antiche di Bergamo alta e contribuire così alla loro assegnazione da parte dell’Unesco come ‘patrimonio storico’.

La nuova sfida educativa e didattica all’IC “E. Donadoni” ora è di creare con i preadolescenti della scuola secondaria di primo grado un progetto di ‘podcast’ per raccontare la propria scuola alle famiglie e al territorio. Un modo nuovo e innovativo per coinvolgerli e farli crescere nelle competenze trasversali.

La didattica attiva di Sara Antiglio

Ho incontrato la prof.ssa Antiglio in occasione delle mie interviste su Insegnanti al microfono. E’ laureata in pedagogia e ha iniziato fin dalla sua frequenza alla scuola superiore delle magistrali ad appassionarsi alla scuola. Non avrebbe potutto fare scelta migliore. !! 10 anni nella scuola primaria e poi due decenni in quella secondaria di primo grado. Ha sempre cercato il modo migliore per coinvolgere i suoi alunni, perchè così avrebbe potuto trasmettere meglio il suo sapere. Ma soprattutto la riforma che ha chiesto la didattica per competenze, le ha dato l’opportunità di “lanciarsi”, insieme ad un suo collega di matematica, in una avventura di sperimentazione, innovazione didattica molto importante, utile, e divertente per lei e i suoi fortunati alunni.

La didattica per competenze è una prospettiva recente (relativamente) e che spinge gli insegnanti a lavorare in classe e con gli studenti in manierea del tutto nuova. Per questo non è così diffusa. Pur essendo ‘obbligatoria’ non è facile per chi ha lavoato decenni con l’impostazione classica della lezione frontale e le valutazioni delle conoscenze, modificare il prorpio approccio e metodo. Eppure è il futuro!!

Sara ha intuito da oltre due decenni le opportunità didattiche e pedagogiche di questa metodologia e l0ha portata da sempre tra i suoi alunni.

Attività di cooperative learning, flipped classroom, gli Episodi di Apprendimento Situato, la tecnica del jigsaw e tanto altro.