Ester Bonomi: il progetto Nova Schol@ di Secondo Welfare

Ester Bonomi è una giovane ricercatrice dell’ente del terzo settore ‘percorsi di secondo Welfare‘ che realizza con il sostegno della Bolton Hope Foundation Ets ricerca sociale e politica su diversi temi, tra cui quello della scuola, con il progetto Nova Schol@ e il podcast su spotify Oltre la cattedra. La dottoressa Bonomi sta pubblicando una serie di articolo su alcuni aspetti della politica della scuola e sulla didattica dal titolo Scuola e digitalizzazione e ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono i risultati. Fin dagli anni ’80 con il piano nazionale il digitale è entrato nelle scuole ma in forma molto sperimentale e sporadica. Nel tempo i governi italiani hanno dato impulso all’innovazione tecnologica cercando di fare interventi strutturali e non sporadici, investendo soldi e risorse, non solo per le infrastrutture e le apparecchiature ma contemporaneamente formare gli insegnanti ad un uso consapevole, competente e motivato della tecnologia. Non è sato facile e non lo è tutt’ora, anche se la pandemia del Covid-19 ha certamente spinto e costretto molti docenti ad abbracciare il digitale per far fronte ad una situazione emergenziale. Questa esigenza è stata l’occasione per tanti insegnanti di aggiornrsi, innovarsi e mettersi in discussione nella propria metodologia didattica.

D’altronde i ragazzie adolescenti oggi sono immersi nel digitale e il corpo docente deve tenr conto di queste eisgenze e caratteristiche nuove delle ultime generazioni. Secondo il rapporto DESI, però, l’Italia si colloca verso gli ultimi posti della Unione Europea, per cui il cammino e il progresso da fare per una capillare e proficua digitalizzazione è ancora lungo, anche se gli sforzi e l’impegno della politica è stato notevole.

E’ stato avviato nel 2022 il “progetto Nova Schol@ – Innovazione digitale della didattica per l’inclusione sociale, il cui obiettivo è indagare se l’innovazione della didattica, supportata dal ricorso alle Information Communication Technology (ICT, a volte indicate in italiano anche come TIC – Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) nelle classi, aiuti a promuovere il benessere e l’inclusione sociale di ragazze e ragazzi. Dentro e fuori la scuola. I risultati della ricerca svolta nell’ultimo anno saranno pubblicati nei primi mesi del 2024 in un volume collettaneo, curato da chi scrive ed edito da Giappichelli”. la letteratura ci dice che le ICT possono sostenere una modalità di organizzazione dei contenuti e delle relazioni che si sviluppano in aula che rompe con la logica tradizionale della scuola come luogo di trasmissione del sapere organizzato. La scuola italiana si basa infatti su un metodo “trasmissivo” incentrato sulla spiegazione frontale, come se l’apprendimento fosse il mero prodotto del passaggio di informazioni da qualcuno a qualcun altro. Occorre infatti che cambi anche la funzione dell’insegnante che può diventare una guida più che un trasmettitore di nozioni. In sostanza, le ICT possono modificare il come gli studenti apprendono e il tipo di relazioni che possono instaurare con chi insegna.” (Tratto da Quanto pesa davvero il digitale sull’innovazione della didattica)


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