Danilo Basile: le scienze motorie passione da trasmettere e strumento per educare

Danilo Basile è un appassionato di sport fin da piccolo e cerca di trasmettere questa passione nella scuola. Ha studiato ad Urbino dove ha ottenuto il diploma di Isef e poi gestendo una palestra di arti marziali, ha capito quanto è bello insegnare e trasmettere l’amore per lo sport. Ha raccontato ad insegnanti al microfono la sua diversa e ampia esperienza scolastica, avendo insegnato in tutti gli ordini e gradi di scuola in giro per l’Italia, anche all’isola d’Elba. Ha così potuto conoscere la scuola di città, di campagna, dei piccoli paesi, dovendo adattarsi e mettersi in gioco ogni volta in contesti diversi. Ora si è potuto avvicinare a Bari, la sua città, e insegna all’Istituto Vivante.

Il suo obiettivo è quello di riuscire a trasmettere l’entusiasmo per lo sport, per le scienze motorie.

Ha incontrato tanti tipi diversi di studenti: l’iperattivo, il pigro, lo sportivo, colui che odio il movimento, le ragazze che non amano sudare e muoversi, e tanti altri. L’esperienza negativa del lockdown ha dato ora maggiore voglia di muoversi. I giovani d’oggi sono più pigri rispetto al passato. Esiste infatti un crescente problema di obesità.

Il lockdown ha incrementato il bisogno di socialità fisica e un maggiore rispetto delle regole, una più ampia partecipazione alle attività proposte.

Interessante che scienze motorie non è automaticamente una materia scolastica amata, desiderata e partecipata da tutti. C’è sempre un circa 10% di studenti passivi, con cui occorre lavorare personalmente per motivarli e soprattutto per capire la ragione del loro blocco mentale verso lo sport.

Scienze motorie non è solo pratica ma è anche teoria, cioè capire i fatti, le regole e le attività dello sport. Così durante la DAD questa parte è stata molto accentuata, ma è altrettanto utile e importante.

Riguardo alla scuola italiana, il prof. Basile denuncia la carenza delle strutture, ci sono troppe scuole dove mancano gli spazi per l’attività motoria o alcune non sono a norma di sicurezza, altre sono vecchie e fatiscenti. Occorrono spazi e luoghi belli, sicuri e completi di attrezzatura.

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