Laura Biancato: Ambassador di AE e la fiducia nella scuola per una leadership educativa

Ha iniziato a fare la maestra in una scuola vicino casa e da lì poi, in 40 anni di insegnamento, ha fatto tantissime esperienze in tutti gli ordini di scuola e anche a Roma al Ministero dell’Istruzione. Ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono di aver scelto di lavorare nella scuola perché appassionata agli studi umanistici e durante l’università è stata chiamata per una breve supplenza. Ha studiato filosofia con il famoso e importante professore Dario Antiseri, a Padova, e grazie anche a lui si è decisa di fare l’insegnante. Ha avuto un percorso molto vario durante il quale ha cercato di apprendere in ogni occasione e di portare idee di innovazione. L’esperienza di maestra l’ha portata poi ad avere diversi ruoli all’interno della scuola: prima come collaboratrice della direttrice didattica, poi come dirigente scolastica nell’IC di Mussolente, dove aveva studiato da piccola, e poi anche a Roma presso il Ministero dell’Istruzione, dove è stata per un anno. Tornata nel suo Veneto ha fatto la dirigente all’IIS di Asiago e poi all’Einaudi di Bassano del Grappa. Ora è diventata Ambassador di Avanguardie Educative per continuare a vivere la scuola e portare la sua grande esperienza ad altri colleghi.

Secondo la ds Biancato, compito della scuola è mettere al centro gli studenti, che sembra una cosa ovvia e scontata ma non sempre lo è. Occorre creare le condizioni per apprendere, non basta dire, trasmettere, è importante che gli alunni siano posti nella situazione migliore per partecipare al processo educativo. Per questo crede molto nella metodologia degli ambienti di apprendimento. Così come da sempre crede nell’uso didattico della tecnologia, fin dagli anni ‘80 quando parlare e introdurre nelle aule la tecnologia era qualcosa di assolutamente pionieristico e inesplorato. Un’altra caratteristica dello stile educativo che ha cercato di portare in tutte le scuola in cui ha lavorato è quella di dialogare con gli insegnanti e anche con gli studenti. La porta del suo ufficio era sempre aperta, per tutti e in ogni momento della giornata.

La sua esperienza al Ministero non è stata lunga, ha trovato un ambiente accogliente e preparato ma troppo distaccato dalla realtà viva, variegata e concreta della scuola. Ha dato la sua competenza e la sua passione am poi ha preferito ritornare ‘tra i banchi’, in mezzo alla vita reale della scuola. Il Ministero deve avere più fiducia nei vari attori della scuola, docenti, dirigente e Ata, dialogare e far crescere la autentica autonomia. Occorre infine, snellire e alleggerire la burocrazia, perché sia effettivamente di supporto e sviluppo alla didattica e all’apprendimento e non un ostacolo e un mero controllo.


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