Simonetta Lucchi: insegnare nelle scuole ladine in Alto Adige

La prof.ssa Simonetta Lucchi insegna Italiano nel liceo “Cademia” di Ortisei, nella splendida cornice della Val Gardena in provincia di Bolzano. L’ho ascoltata ad Insegnanti al microfono perchè dopo tanti anni di insegnamento in una scuola superiore di Bolzano ha colto l’opportunità di spostarsi ad Ortisei, in una scuola ladina. Qui la sfida del multiculturalismo, multilinguismo e dell’inclusione è molto alta. Il modello scolastico altoatesino è da anni al centro di dibattito per capire se ha prodotto o no una società integrata, inclusiva e nello stesso tempo rispettosa delle diversità linguistiche, che in Alto Adige sono ufficialmente tre (italiana, tedesca e ladina). Oltre alle tre scuole bisognerebbe aggiungere anche le scuole professionali, gestite completamente dalla Provincia autonoma di Bolzano, a sua volta suddivise nelle tre distinte lingue.

La professoressa da sempre ha coltivato l’interesse per realtà con cui confrontarsi e da cui imparare, come alcune esperienze di insegnamento fatte all’estero.

Fare l’insegnante in una scuola di lingua ladina è stimolante e sfidante, i ragazzi sono motivati e la didattica all’interno di un contesto linguistico e culturale specifico, comporta nuove attenzioni, strumenti e metodologie. La sfida sul bilinguismo è sempre attuale e non facile.

Il sistema scolastico altoatesino è pienamente dentro quello nazionale, pur specificando che le scuole sono per alcune competenze statali e per altre provinciali, quindi con normative, classi di concorso, reclutamenti, ecc diversi. Inoltre ci sono 3 intendenze scolastiche distinte. Tutto il sistema professionale è esclusivamente provinciale. Queste realtà specifiche dovrebbero essere maggiormente conosciute in tutta Italia e sopratutto nei palazzi e sedi del governo centrale a Roma. Le diversità presenti in specifiche aree del nostro Paese dovrebbero essere sempre riconosciute come una ricchezza, in ambedue le direzioni (centro-periferia e viceversa). Si dovrebbero sentire maggiormente anche nei dibattiti sui mass media nazionali una più ampia rappresentatività delle realtà locali, specifiche.

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