Valentina Petri: insegnare lettere all’Ipsia e raccontato nel libro “Portami il diario”

La prof.ssa Valentina Preti dal 2015 insegna materie letterarie all’istituto professionale IPSIA Francis Lombardo di Vercelli, dopo aver insegnato come precaria nelle scuole medie.

Ha raccontato ad Insegnanti al microfono il suo approccio con degli studenti che sfidano quotidianamente il corpo docente, per una serie diverse e molteplice di motivi. La motivazione dei ragazzi è molto orientata alla vita pratica. E’ faticoso insegnare a coloro che ti chiedono continuamente “a cosa mi serve questa materia per il mio lavoro e la vita quotidiana?”

La sua idea e impegno sono di rendere la lezione il più partecipata possibile.

Nel 2017 ha iniziato a postare su una pagina Facebook intitolata Portami il diario i suoi ricordi, avventure, aneddoti e riflessioni sulla sua esperienza di scuola, dopo averlo fatto su un blog anonimo. E così è stata contatta dalla Rizzoli per raccontare in modo più completo la sua scuola.

E’ così nato il romanzo Portami il diario edizioni Rizzoli, dove lei in modo romanzato racconta un anno di scuola da Settembre a Giugno, mettendo insieme le caratteristiche reali dei vari personaggi, studenti, personale Ata, insegnanti, dirigenti e famiglie, da lei vissuti e poi costruiti e confluiti nei personaggi del romanzo. Quindi tutto quello che viene raccontato è vero, anche se in forma romanzata.

L’idea è nata anche per una forma di catarsi, cioè si è resa conto che raccontare ciò che accade, diventa un modo per riposarsi, rilassarsi e recuperare forze e motivazioni.

Il libro è stato per lei un’occasione molto bella di conoscere tanti colleghi che si sono ritrovati in parte o in tutto nei personaggi e nelle situazioni raccontate nel romanzo.

La sfida quindi è sempre quella di giustificare il senso di studiare l’italiano, che ha tante ore anche al professionale, a studenti che hanno scelto la scuola per imparare tutt’altro.

Secondo la prof.sa Petri, la scuola italiana ha tante cose che dovrebbero essere cambiate: le classi troppo numerose, la geografia così isolata, la materia che non è materia come Cittadinanza e Costituzione, l’approccio all’inclusione che non è veramente fatto bene, la storia dell’arte che è cosi trascurata pur vivendo in Italia che ha un enorme patrimonio di beni culturali.

L’aspetto bello è tutti quelli che lavorano nella scuola, ogni giorno, portando a casa il risultato, magari opinabile. Tutta la comunità scolastica lavora ogni giorno per superare i tanti ostacoli e dare il meglio di sè, oltre il dovuto e il minimo necessario.

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