
La Francia per amore, così Alessia Venturi con gli studi al liceo linguistico, ha incontrato l’amore di un ragazzo francese e con lui si è spostata nella terra dei cugini di Oltr’Alpe. Ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono che l’incontro con la lingua e la cultura francese è stato facilitato dal suo background linguistico ma poi si è ambientata bene: prima a Digione, poi nella periferia di Parigi e infine a Laval, una città del nord ovest, tra Nantes e la capitale. Nel frammezzo tre anni anche ad Addis Abeba. Con il marito, un militare di carriera, hanno girato per queste città, permettendole di conoscere diversi aspetti della vita e della tradizione francese. Ha lavorato nelle diverse camere di commercio delle città e poi, arrivata a Laval, ha cercato un lavoro così ha fatto un colloquio presso l’ufficio di collocamento della zona e ha accettato la proposta di insegnare italiano in un liceo professionale; così è iniziata la sua avventura di docente di lingua italiana nella scuola francese. Non avendo esperienza né formazione specifica, si è fatta sul campo, imparando dai colleghi, dai libri e dalla pratica. Dopo qualche anno è diventata a contratto indeterminato, perché a differenza dell’Italia, dopo alcuni anni di insegnamento se tutto viene fatto bene, il passaggio a contratto definitivo diventa automatico. Non c’è quindi l’attesa indefinita tipicamente italiana del precariato, che non ha termine temporale chiaro ed equo. L’insegnante francese inoltre vive un’esperienza di supporto, confronto e incentivo attraverso l’istituzione dell’ispettore scolastico che periodicamente e con un preavviso di circa una settimana incontra l’insegnante ed entra in classe per vedere come gestisce la classe e propone la lezione. L’ispezione scolastica viene fatta a tutti gli insegnanti di ogni scuola e grado e serve innanzitutto per stimolare e aiutare gli insegnanti a confrontarsi per capire cosa e come migliorare. L’ispettore poi redige un report che serve per aiutare l’insegnante nella sua didattica e anche per determinare anche l’ascesa della carriera.
Alessia è contenta della sua scelta di vivere in Francia, anche se le manca soprattutto il sole e il clima italiano, e comunque ogni anno torna a casa per incontrare familiari e luoghi dell’infanzia. Riconosce che la scuola francese ha tanti aspetti positivi, come il riconoscimento economico attraverso uno stipendio molto più importante e consistente di quello italiano e anche l’istituzione di una sorta di consulente psico-pedagogico in ogni scuola, che ha il compito di affiancare e aiutare gli insegnanti ad affrontare le situazione e gli alunni più difficili, problematici e demotivati.
Insegna in due scuole e il numero di alunni è costantemente in crescita, dai 5-8 per ogni classe che aveva all’inizio della usa carriera ai quasi 20 circa di adesso, per un totale oggi di 88 a Monod e 56 al De Martonne. La richiesta è alta sia per il fascino della lingua e cultura italiana, sia perché l’Italia è il secondo partner commerciale della Francia e quindi le prospettive di lavoro sono importanti e infine perché vicino a Laval c’è la sede di Lactalis, una multinazionale agroalimentare francese che opera nel settore dell’industria lattiero-casearia, con sede anche in Italia, da cui vengono anche lavoratori e rispettive famiglie.
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