
Nella scuola ci sono tanti ruoli e tante responsabilità. Sandra Biolo, appartenente al personale amministrativo, è da tempo distaccata presso la CISL Veneto del settore scuola. Ha raccontato al podcast Insegnanti al microfono la sua visione della scuola in Veneto e in parte a livello nazionale. E’ interessante ascoltare anche chi vive e lavora ed è appassioanto alla scuola da un punto di vista ‘diverso’ da quello di chi lavora direttamente nella didattica. Sandra Biolo rappresenta le istanze, le esigenze, le criticità nella contrattazione della scuola. E c’è sempre da lavorare! Guardando al Veneto dice che il grosso problema sempre più urgente è la mancanza di insegnanti, soprattutto nella scuola primaria. E’ un problema innanzitutto culturale, in quanto la professione docente non è percepita come appagante, socialmente utile e di valore, economicamente adeguata al carico di lavoro e alla responsabilità. C’è anche una diminuzione della popolazione scolastica, anche degli stranieri, ora al 10% rispetto al 13% di qualche anno fa. Mancano anche insegnanti preparati sul sostegno. Biolo riferisce anche la pessima situazione, pur se minoritaria, di chi accetta di fare l’insegnante come seconda o terza opzione, cioè dopo esser stato scartato da altre realtà, soprattutto accade con i docenti delle materie tecniche e di indirizzo, molto meno per le materie letterarie e umanistiche, dove la motivazione a fare l’insegnante è molto più correlata e presente fin da subito degli studi universitari. C’è anche un problema strutturale della formazione e selezione dei docenti. Ad esempio in Veneto ci sono solo due università che offrono percorsi finalizzati all’insegnamento ma sono a numero chiuso, solo qualche centinaio di posti, a fronte di migliaia di ‘posti ‘cattedre’ disponibili ogni anno. Altro problema è l’abitudine dei Ministri dell’istruzione di voler mettere la propria ‘bandiera’ sulla scuola, proponendo almeno una riforma, innovazione, cambiamento per poter dire di aver inciso nella scuola e rivendicarlo in chiave elettorale e politica, ma con scarsi e reali impatti. Così ci sono continue proposte e indicazioni di modifiche che non hanno una prospettiva lunga e incisiva.
La Biolo afferma che occorre aprire le porte dei corsi universitari, creare ambienti più confortevoli per gli alunni, troppe scuole sono ancora quelle di impianto ‘casermone’ con solo corridoi, aule piccole e magari pochi o per nulla spazi comuni, luoghi aperti, zone verdi. Bisogna valorizzare la professione insegnante e puntare sul lavoro culturale.
Scopri di più da Scuolanews
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.