Francesco Picca: gamification e informatica laboratoriale all’Augusto Righi

Il prof. Francesco Picca, insegna Scienze e Tecnologie Informatiche all’I.I.S.S. Augusto Righi di Taranto ed è un formatore della Zanichelli editore. Ha raccontato ad Insegnanti al microfono la sua passione per la tecnologia e di come cerchi sempre di applicarla al suo insegnamento in classe. Ha svolto anche ruoli di aiuto e assistenza alla dirigenza e soprattutto in questi ultimi anni anche nell’ambito della formazione e dei progetti PON, per cui sia al mattino nell’ambito curriculare sia nel pomeriggio e alla sera ci sono offerte formative per i ragazzi come ampliamento del PTOF.

Insegnando una materia tecnica, applica ogni giorno la tecnologia e il digitale. Utilizza il prodotto Aplab, block oriented, permette di costruire un processo per risolvere problemi. Arriva anche ad avvicinare il linguaggio C, che è di alto livello.

Anche dal suo punto di vista, nota come i giovani oggi utilizzino molto i dispositivi tecnologici ma sanno poco comprenderne il potenziale. Lui perciò cerca di farli capire quanta potenzialità, possibilità, opportunità vengono date dal digitale, non solo ovviamente per divertimento e gioco.

L’approccio tecnologico impegna ulteriormente l’insegnante, non è un modo per fare meno o banalizzare la didattica. Preparare bene gli strumenti digitale aiuta a innovare la metodologia, i processi e quindi i risultati.

Ci tiene a sottolineare quanto sia importante condividere le risorse per aiutarsi vicendevolmente, per questo ci dovrebbe essere in ogni scuola una sorta di archivio, un repository, dove ogni insegnante archivia il suo materiale, i suoi strumenti cosicchè possano essere utilizzati ed adattati da tutti anche negli anni successivi.

Ha vissuto un’esperienza internazionale ad Helsinki, dove ha sperimentato un approccio molto diverso dal nostro, basato molto sul metodo della gamification, del game based learning. E questo lo ha portato nella sua scuola, attraverso un corso di formazione. Di questa esperienza all’estero gli ha colpito in modo particolare l’aspetto della valutazione. Accanto al docente c’era sempre un’altra persona che osservava, annotava e valutava tutto quello che veniva fatto in classe. Una valutazione continua, non fatta di compiti, verifiche specifiche e puntuali, come avviene da noi. Viene valutato soprattutto il processo, il modo e i diversi aspetti dell’apprendimento.

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