Leandro Sgueglia: insegnante di sostegno per scelta, tra pendolarismo e precariato

Foto del profilo di Leandro Sgueglia

Il prof. Leandro Sgueglia ha raccontato ad Insegnanti al microfono la sua esperienza di insegnante di sostegno per le materie letterarie, precario e pendolare. Dopo una lunga formazione che lo ha portato al dottorato in Storia e una breve parentesi di insegnamento universitario come ricercatore, ha colto l’occasione di poter entrare nel sistema scolastico della scuola secondaria di primo grado nel ruolo di sostegno nella città di Latina e quest’anno è al IC Giovanni Cena. Lui abita a Napoli e così ogni giorno, insieme a tanti altri colleghi, prende il treno e compie due ore di viaggio di andata e due ore di ritorno per andare nella sua scuola. Ogni anno ha cambiato sede di lavoro, ma sempre a Latina. La fatica del trasferimento viene compensata dalla bellezza e soddisfazione di stare in classe con i ragazzi.

Ha scelto di fare l’insegnante di sostegno, specializzandosi all’università di Roma 3 perchè è un compito molto importante per aiutare non solo il ragazzo o ragazza assistito, ma tutta la classe. Secondo Leandro fare sostegno non è qestione di ‘vocazione’ ma certamente di passione, di impegno convinto e formazione precisa, perchè purtroppo oggi il sistema scolastico chiede anche a semplici insegnanti non formati per il sostegno di accettare questo ruolo, pur di fare punteggio o non perdere la graduatoria.

L’attuale sistema di selezione e reclutamento degli insegnanti di materie curriculari e di sostegno è troppo complicato, generalizzato. La formazione universitaria, non prepara all’insegnamento, cosa che dovrebbe essere inclusa nel percorso universitario.

Nelle sue classi applica le metodologie del cooperative learning, dell’interclasse e dello storytelling, del learning by doing e della leadership soprattutto con i ragazzi più difficili.

Parla della scuola italiana come di un’ottima realtà di trasmissione del sapere ma troppo fragile nelle sue strutture ed infrastrutture. Le varie riforme dal 2006 non hanno portato grandi miglioramenti. La sperimentazione è troppo bassa, sporadica e disomogenea. Molto complicato e farraginoso il meccanismo di reclutamento.

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