Domingo Paola del liceo “G. Bruno” di Albenga: la didattica della matematica e il segreto per amarla.

Ho incontrato il prof. Domingo Paola, insegnante di matematica e fisica al liceo scientifico “G. Bruno” di Albenga (Savona), ad Insegnanti al microfono. E’ un docente di lungo corso con un’ampia e internazionale formazione ed esperienza: autore di libri di testo, dal 1998 al 2011 esperto esterno italiano per gli insegnamenti di matematica e di fisica, nella commissione internazionale per la preparazione e correzione delle prove di Bac nelle scuole europee, come membro della CIIM, della commissione scientifica della rivista del Centro Ricerche Didattiche Ugo Morin, “collaboratore at large” della rivista L’Eucazione Matematica, nel 2015 vincitore del premio Bruno de Finetti e dal 2011 collaboratore come esperto con l’INVALSI.

E’ diventato insegnante di matematica quando un docente universitario gli ha fatto capire quanto questa disciplina sia concreta e collegata alla cosiddetta area umanistica. Il suo impegno è fortemente orientato a far capire ai suoi studenti quanto si possa essere creativi, concreti, aperti e collaborativi anche studiando la matematica. I suoi incarichi gli hanno permesso di conoscere e confrontarsi con scuole e sistemi scolastici di altri Paesi. La scuola italiana è secondo il prof. Paola poco flessibile nella sua organizzazione. Ci sono scuole all’estero dove, ad esempio, sono gli alunni che si spostano di aula e così l’insegnante può ‘trasformare’ e adattare la ‘sua’ aula alla sua materia offrendo agli studenti che arrivano in classe tutti gli strumenti, metodi, ambienti migliori per la didattica. La nostra scuola italiana ha classi troppo numerose, non si può fare una didattica personalizzata con 32 studenti, che rischi quasi di non conoscere. Piccole classi aiuterebbero ad andare incontro molto meglio ai bisogni e alle situazioni dei singoli alunni, e calibrare su di loro gli strumenti adatti per un apprendimento di maggior qualità.

Non basta portare avanti la interdisciplinarietà, occorre una maggiore integrazione, relazione, collaborazione tra le discipline.

Non ci sono metodi perfetti nè sistemi scolastici universali. Anche il famoso metodo Singapore, non potrebbe essere replicato da noi. La nostra scuola italiana ha soprattutto negli insegnanti una forza di competenza e passione invidiabile.

Imparare la matematica è sempre un’avventura faticosa e difficile, e non ci sono segreti per il successo. Occorre secondo Paola, non cercare scorciatoie, portare avanti un impegno sistematico e costante, uno studio continuo e non demoralizzarsi di fronte agli insuccessi.

La scuola italiana dovrebbe avere più coraggio e proseguire sull’autonomia che vuol dire una maggiore capacità di adattarsi alle situazioni, ai bisogni e alle necessità degli alunni, del territorio e della storia.


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