Ilaria Basile: maestra e formatrice

Ilaria Basile, nasce come formatrice e per tanti anni ha svolto questo ruolo di formazione e orientamento al mondo del lavoro. Ad Insegnanti al microfono ha raccontato che il suo sogno era di fare la maestra, e così è riuscita a coronarlo iniziando la sua carriera scolastica presso l’IC “Europa unita” di Arese, in provincia di Milano. specializzandosi sul sostegno e l’area dell’infanzia. Da quest’anno è stata distaccata al Provveditorato di Milano, per seguire l’area dell’orientamento al lavoro.

Secondo la sua esperienza diretta in classe, ha constatato che l’area dei Bisogni Educativi Speciali, occorre maggiore preparazione dei docenti, perchè non gli alunni BES non sono solo a carico dell’insegnante di sostegno, ma di tutto il corpo docenti. Occorre lavorare su tutta la gamma di Bisogni Speciali.

Un altro aspetto fondamentale del lavoro di docente è la capacità di collaborare, sia dentro al scuola sia fuori, nel territorio. In questa prospettiva anche la motivazione del docente è essenziale, in quanto lo rende più capace di insegnare, trasmettere, coinvolgere, relazionarsi. Un docente motivato “crea” uno studente motivato

Il ruolo dell’insegnante richiede non solo la formazione ma anche la capacità di relazione emotiva, di empatia con gli alunni e alunne. Deve capire la potenzialità e le caratteristiche di ciascun allievo così da fargli percorrere sentieri appropriati ed efficaci.

Nel suo lavoro quotidiano utilizza diverse metodologie, quali il cooperative learning, la classe aperta, il tuor tra pari e il coding. Tutti strumenti che rendono attivo lo studente e lo pongono al centro.

Il suo ruolo al Provveditorato le ha permesso di avere uno sguardo ampio sulle diverse scuole.

La scuola italiana, secondo Ilaria, ha nei docenti la sua risorsa principale, la sua forza. Tanti docenit appassionati e preparati nel loro lavoro. Dall’altra parte invece la scuola italian dovrebbe collaborare maggiormente con il territorio, con gli enti e le altre realtà educative del territorio.

Laura Ricciardi: didattica montessoriana all’IC F.lliTrillini di Osimo

La maestra Laura Ricciardi, insegnante all’IC Trillini di Osimo, Ancona, ha raccontato ad Insegnanti al microfono la sua particolare passione e interesse alla didattica e pedagogia montessoriana. Oltre a questo metodo, applica anche il Cooperative Learning, così in questo approccio molto ampio riesce a raggiungere tutti, ad accogliere e rispondere alle esigenze di tutti.

La sua attenzione alla metodologia inclusiva è parte di una strategia di tutta la sua scuola, per cui c’è un continuo scambio e aiuto tra colleghi. Ad esempio le classi 1^ hanno lavorato con le classi 3^, utilizzando la piattaforma di Google classroom.

Un progetto molto inclusivo e interessante è il progetto “Le parole della scienza“, nato nel 1999 dal MIUR, ha una rete ampia di scuole, guidata dall’ Itis Merloni di Fabriano e coordinata dal prof. Valitutti. Questo progetto ha l’obiettivo dell’alfabetizzazione scientifica attraverso un curriculo verticale. Il suo scopo è quello di “mettere in atto e condividere metodologie e strumenti per nuove modalità di insegnamento delle scienze”. Lavora per competenze e si basa su 5 parole chiave: oggetto, proprietà, materiale, interazione e sistema. Quindi ogni disciplina si può cimentare su un qualsiasi argomento avendo queste 5 parole come orizzonte. Si usa l’essenziale delle parole per ottenere il massimo della comprensione. Gli alunni fanno delle investigazioni vere e proprie sulle parole, si parla poco ma si agisce di più, si collabora per cercare. Ad esempio con i bambini si è scelto il concetto di forza, ma senza dare la definizione si è lasciato a loro il compito di capire, cercare, interrogarsi collaborando con i compagni, in gruppo, svolgendo osservazioni dirette, investigazioni ed esperimenti collegati al proprio vissuto sensoriale.

Secondo la maestra Laura, la scuola italiana sta facendo delle scelte importanti, soprattutto con l’attenzione alle competenze come si legge sulle Linee guida nazionali, mettendo lo studente al centro.

Invece i limiti sono dovuti alle strutture limitate e vecchie, i docenti sono pochi e hanno un alto turn over e infine le classi sono troppo numerose. Con la situazione di oggi, è necessario avere un numero limitato di alunni per poter dare loro un’attenzione giusta ed efficace. Dobbiamo insegnare ai bambini a parlare, a rispettare gli altri, a costruire un futuro migliore

La didattica attiva di Sara Antiglio

Ho incontrato la prof.ssa Antiglio in occasione delle mie interviste su Insegnanti al microfono. E’ laureata in pedagogia e ha iniziato fin dalla sua frequenza alla scuola superiore delle magistrali ad appassionarsi alla scuola. Non avrebbe potutto fare scelta migliore. !! 10 anni nella scuola primaria e poi due decenni in quella secondaria di primo grado. Ha sempre cercato il modo migliore per coinvolgere i suoi alunni, perchè così avrebbe potuto trasmettere meglio il suo sapere. Ma soprattutto la riforma che ha chiesto la didattica per competenze, le ha dato l’opportunità di “lanciarsi”, insieme ad un suo collega di matematica, in una avventura di sperimentazione, innovazione didattica molto importante, utile, e divertente per lei e i suoi fortunati alunni.

La didattica per competenze è una prospettiva recente (relativamente) e che spinge gli insegnanti a lavorare in classe e con gli studenti in manierea del tutto nuova. Per questo non è così diffusa. Pur essendo ‘obbligatoria’ non è facile per chi ha lavoato decenni con l’impostazione classica della lezione frontale e le valutazioni delle conoscenze, modificare il prorpio approccio e metodo. Eppure è il futuro!!

Sara ha intuito da oltre due decenni le opportunità didattiche e pedagogiche di questa metodologia e l0ha portata da sempre tra i suoi alunni.

Attività di cooperative learning, flipped classroom, gli Episodi di Apprendimento Situato, la tecnica del jigsaw e tanto altro.