Vincenzo Pastore, insegnante e scrittore

Vincenzo Pastore è insegnante di scuola primaria di religione cattolica, precario come tanti altri insegnanti, ma non per questo meno appassionato e motivato a coinvolgere i suoi piccoli alunni nelle sue lezioni. Qui la mia intervista completa su Insegnanti al microfono Il suo ruolo professionale è soprattutto legato alla piccola età dei suoi alunni e alunne che nella fase così delicata della crescita umana e scolastica hanno spesso bisogno di una figura adulta, quasi un padre o madre, per poter apprendere in maniera serena e positiva.

La sua esperienza di insegnante in una scuola del Sud, rivela la grande mancanza di adeguamento delle infrastrutture scolastiche. La necessità di modernizzare e adeguare all’oggi gli edifici, le aule, gli strumenti tecnologici.

Il perido di lockdown ha spinto ancora maggiormente la didattica in modo attivo e interattivo e in Vincenzo la spinta decisiva a scrivere il suo romanzo un pò autobiograico e un pò storico: “Adriatica ’98“, un racconto di un giovane pugliese che ripercorrendo una parte della statale 19, la più lunga d’Italia, rivive diverse esperienze. Un’occasione epr riflettere su tanti temi della giovinezza.

L’Europa va avanti: il Programma Erasmus plus aumenta il bilancio

si rimanda al sito della Tecnica della scuola, Di Carmelina Maurizio – 16/12/2020

Il Consiglio dell’Unione Europea a Bruxelles, composto dai 27 capi di stato e di governo dell’Unione, ha trovato un accordo sull’approvazione del bilancio pluriennale per il 2021-2027 e del Recovery Fund, durante il Vertice UE di questi giorni, che vede di turno la presidenza tedesca, ed è il risultato di un compromesso, superando i veti posti precedentemente da Ungheria e Polonia.

L’Europa va avanti! Sono state le parole di Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea dal 2019, nell’accogliere in questo importante e delicato momento storico, l’accordo raggiunto, considerandolo come un segnale positivo per l’avvio dei progetti di ricostruzione delle economie colpite dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia. L’accordo vede al centro il futuro del Programma Erasmus per il settennio 2012 – 2027. Come è stato da tempo reso noto il bilancio UE prevede un incremento di budget per il Programma con una somma che è pari a oltre a due miliardi di aumento che si somma ai fondi già previsti per circa 23 miliardi.

Erasmus è il programma più emblematico dell’Europa, il gioiello della nostra corona. Le generazioni Erasmus rappresentano l’essenza del nostro stile di vita europeo. Unità nella diversità, solidarietà, mobilità, sostegno all’Europa come spazio di pace, libertà e opportunità. Con l’accordo di oggi, siamo pronti per le prossime e più grandi generazioni Erasmus, ha commentato il vice presidente della Commissione Europea il greco Margaritis Schinas, in carica anch’egli dal 2019.

26 miliardi per Erasmus plus

Il testo del bilancio che vede per il Programma un budget che si avvicina dunque ai 26 miliardi, che dovrà essere votato entro il 18 dicembre, rilancia la progettazione europea di mobilità, puntando su proposte che abbiano al centro l’inclusione e l’ambiente. Sin dalla sua origine, 33 anni fa, Erasmus plus, che copre tutti i settori dell’istruzione, dalla prima infanzia all’istruzione superiore e agli apprendimenti degli adulti, compresa la formazione professionale e lo sport, sarà una risorsa per mobilitare tutti i settori per la ripresa dalla crisi dovuta alla pandemia. Tra gli obiettivi c’è anche quello di di raggiungere lo Spazio europeo dell’educazione entro il 2025.

Per entrare in vigore, la decisione dovrà ora essere approvata da tutti i 27 Stati membri dell’UE, conformemente alle rispettive norme costituzionali. La sua adozione appena avvenuta permette di avviare il processo di ratifica.https://www.tecnicadellascuola.it/leuropa-va-avanti-il-programma-erasmus-plus-aumenta-il-bilancio

Un anno da non dimenticare

Ripensando al 2020

Abbiamo appena lasciato alle spalle il 2020 e tutti siamo già orientati e proiettati a quello nuovo. Il futuro che abbiamo davanti non può non tener conto, e non derivare dalla storia vissuta, sia personale che in questo 2020 mondiale, essendo stati tutti colpiti più o meno direttamente dalla pandemia del COVID-19. Un drammatico evento che ha segnato la vita di tutta l’umanità, mai come prima se non dalla tragedia delle II Guerra Mondiale. Il virus, si dice, non ha guardato in faccia a nessuno, né la condizione sociale, economica, sanitaria, mentale o familiare. Ha colpito indistintamente. Gli scienziati hanno lavorato intensamente per poter trovare un vaccino a protezione degli uomini. Un’aspettativa verso la scienza mai così forte né sentita da tutti. Eppure ci sono ancora oggi i cosiddetti negazionisti del virus, o i complottisti, che pensano sia stata una macchinazione di qualche elite di persone.
E la scuola? Come ha vissuto la nostra scuola italiana questa sfida? Non è stato facile per nessuno gestire e capire la cosa giusta da fare.
La scuola italiana, nel suo impianto centralista e in parte autonomista, ha cercato di trovare le strade più corrette, ma non sempre ci è riuscita. Ci si è spesso dibattuti tra le direttive ministeriali e quelle locali dell’autonomia, spesso scaricando la responsabilità delle scelte più impopolari ai livelli istituzionali superiori e prendendosi i meriti in quelle scelte più facili. La scuola primaria è riuscita in questa seconda parte del 2020 ad affrontare con misure precise e spesso pesanti, a riuscire ad offrire ai bambini almeno la possibilità di andare a scuola, di stare in classe con i compagni, pur con tutte le misure di sicurezza. Ma almeno hanno vissuto la scuola.
Le scuola superiori, invece, sono state più penalizzate. Hanno fatto tanta didattica a distanza. Una vera sofferenza per i docenti e per gli studenti. Per entrambi è stata una notevole fatica senza avere i proporzionati risultati e soddisfazioni. Tante ore davanti allo schermo del computer per raccogliere colo in parte il piacere della conoscenza e della cultura. Ma anche qui è stata fatta la scelta del male minore.
Adesso ripartiamo a primi di Gennaio, dopo la pausa delle vacanze natalizie. Ci sono ottime speranze alla luce del vaccino che è stato scoperto. L’aspettativa che si possa ritornare entro l’autunno ad avere una vita normale. Ce lo auguriamo tutti! Buon 2021