Tina Poletto: l’orientamento scolastico, il coaching di Studey e il sistema inglese

Ascoltare chi lavora nel Regno Unito nell’ambito dell’orientamento e del sostegno degli studenti all’estero è molto interessante e stimolante. Ho avuto l’opportunità di dialogare con Tina Poletto, ad Insegnanti al microfono, una giovane startupper che dopo aver studiato Lingua inglese a Trieste è volata a Londra per collaborare con il Salone dello studente e fondare un’azienda per l’orientamento e aiutare chi vuole studiare e lavorare in Gran Bretagna. Azienda che aiuta gli studenti italiani e internazionali a studiare all’estero: https://studey.com. E così attraverso il suo canale youtube coaching: https://www.youtube.com/channel/UCn-GQl0VEc-xEPDU5Mj3MyQ offre consigli e suggerimenti. Ha anche la Pagina facebook coaching: https://www.facebook.com/tinapolettocoach e il Blog https://lamentepensante.com/author/tinapoletto/ per poter offire ad ampio spettro il suo tutoraggio nell’orientamento. Infinecollabora con la app chiamata ValorY

A partire dalla sua esperienza italiana e inglese, consiglia agli studenti e agli insegnanti:

Innanzitutto occorre conoscersi, con l’aiuto di esperti dell’orientamento, scoprire se stessi, chi sono. Ci sono tanti strumenti, uno semplice è il cosiddetto modello VIA: scoprire e conoscere i propri Valori, quali gli Interessi e quali le Abilità.

Altro consiglio riguarda la consapevolezza del proprio passato educativo e familiare, in modo da capire quali sono le esperienze del passato che hanno segnato in modo positivo o negativo il proprio percorso formativo e personale, interpretarle e giudicarle.

Ultimo step concerne la motivazione. Ogni scelta necessita di forte motivazione per poter essere portata avanti. Passaggio fondamentale per orientarsi e concentrare le proprie energie e risorse.

Entrati all’Università il rapporto tra studenti e professori è molto diverso in UK rispetto all’Italia. Nel Regno Unito c’è molto più tempo di incontro e dialogo con gli studenti, e il rapporto è “quasi” alla pari, non c’è quella distanza, distacco come si percepisce in molte sedi universitarie. Ma è un problema culturale e di sistema scolastico e formativo diverso, con obiettivi, tempi, organizzazione e ruoli diversi. In UK il rapporto docente-studente è molto più dialogico, di confronto e di critica rispettosa.

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