Cresce l’attesa per rientrare a scuola

L’attesa e la speranza di tornare tutti a scuola in presenza, pur con le dovute precauzioni sanitarie dovute al Covid-19, spinge tutti ad essere ottimisti. Il fatidico 7 Gennaio sembra storica per dare un segnale positivo. Ma il numero dei contagi in continuo aumento lascia in alcuni esperti forti dubbi di opportunità. Chi vuole rientrare a tutti i costi avendo fatto qualcosa per permetterlo e chi non vuole rischiare una terza ondata di contagi. E’ la continua lotta tra le due posizioni estreme che dall’inizio della pandemia si sono alimentate progressivamente e hanno proclamato le rispettive posizioni e a volte vittorie (di Pirro). Tutti desiderano rientrare a scuola in presenza perchè la DAD non ha portato gli attesi risultati. I giovani hanno bisogno di confrontarsi, dialogare, di vedersi e scontrarsi tra loro e con gli insegnanti.
Hanno bisogno di rientrare in un ambiente che forse oggigiorno è l’unico che così generalmente impone regole da osservare.
Gli adolescenti ormai “fuori” dal controllo dei genitori e della famiglia, senza la scuola rischiano di non vivere almeno alcune ore al giorno in un contesto regolato, chiaro nei suoi confini di responsabilità e di ruolo. Senza la scuola gli adolescenti rischiano di vivere sempre e solo in un contesto libero, informale e frutto delle loro scelte e regole. Rischiano di non imparare ad adattarsi ad un ambiente diverso da quello che vorrebbero. Di non comprendere la diversità dei ruoli. Di non appassionarsi “civilmente” ad una causa, quella della propria classe e del proprio istituto. Di non scontrarsi e confrontarsi con il giudizio sincero e trasparente di chi gli affida dei compiti e degli obiettivi.
Allora riapriamo le scuole in presenza, perchè ci sono tanti motivi.