Carina Frossasco: formare i docenti per una Scuola Dinamica

Carina Frossasco, nata in Argentina e vissuta in Olanda e in Italia, è un’insegnante di lingua nella scuola primaria che ha scelto di dedicarsi pienamente alla diffusione e alla conoscenza del metodo della Scuola Dinamica. Ha raccontato ad Insegnanti al microfono, come la sua formazione si sia svolta in diversi ambiti: pedagogia e neurodidattica, per capire cosa avviene nel cervello quando noi impariamo. Adesso lavora a Novara e insieme ad altri insegnanti ed esperti della pedagogia e neurodidattica, offre formazione per far vivere la cosiddetta Scuola Dinamica. Oggi le persone e quindi anche i bambini hanno molti più stimoli che nel passato, più veloci, più intensi e più ampi.

La scuola di oggi rischia di essere ancora legata troppo al passato. Il progetto ha così realizzato l’Aula dinamica, dove interagiscono diverse professionalità: autoeducation e digitale, pedagogia e nueropedagogia clinica e neurodidattica.

Il modello parte dalla relazione. Le scienze ci dicono che il cervello può apprendere se si trova in una situazione, in un’aula serena, in quella che è stata definita l’aula cervello compatibile. Solo se c’è una relazione positiva, serena, accogliente l’alunno può imparare. L’inizio dell’anno scolastico è fondamentale per ripartire bene. Occorre impiegare un pò di tempo per ricostruire e riconfermare il rapporto docente-studente, perchè i due-tre mesi di vacanza estiva cambiano molto i bambini e i ragazzi, accadono tante cose, esperienze, fatti. E bisogna tenerne conto per ripartire bene.

L’insegnante è aiutato a valutare, capire la relazione attraverso lo strumento del “patto di convivenza”, con strumenti per ‘sentire il clima della classe’, per fare davvero un gruppo. Questa fase può durare anche oltre un mese.

Poi aiutano il docente a costruire un programma, una pianificazione didattica tenendo conto delle specificità della disciplina e della scuola, affinchè le informazioni vadano nella memoria a lungo termine e non solo a quella breve, solo così questo apprendimento resterà a lungo nel tempo.

E’ altrettano importante capire poi che in classe non dobbiamo usare il tempo-orologio ma il tempo biologico dell’apprendimento. Sono due concezioni diverse. L’insegnante dovrebbe seguire il tempo-apprendimento se vuole che il sapere si sedimenta a lungo.

La scuola dinamica è flessibile perchè deveo ascoltare la classe, il gruppo dei docenti. Per questo utilizzano una didattica digitale in modo critico, cioè cercando di capire quale il mezzo tecnologico migliore da utilizzare.

Infine un ultimo passaggio è proporre l’outdoor education, cioè andare all’esterno per scoprire, curiosare, cercare e così imparare.

Insomma una proposta molto ampia, completa e stimolante

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